Fornire nome o dati anagrafici falsi alla Polizia è un reato e può avere conseguenze penali serie.
1. Dichiarazione di false generalità
Se dichiari un nome, cognome, data o luogo di nascita falsi a un pubblico ufficiale (come un agente di Polizia) mentre ti sta identificando, commetti il reato di false generalità (art. 495 Codice Penale).
Rischio:
- reclusione fino a 6 anni.
Non è necessario che tu firmi un verbale: basta la dichiarazione orale.
2. Falsa attestazione o dichiarazione a pubblico ufficiale
Se fornisci dati falsi su altre informazioni (ad esempio residenza, stato civile, professione) che vengono inserite in un atto pubblico, può configurarsi un reato analogo, anch’esso punito con la reclusione.
3. Uso di documenti falsi
Se esibisci un documento falso o contraffatto, le conseguenze sono ancora più gravi (reati di falso materiale o uso di atto falso), con pene che possono aumentare sensibilmente.
4. Aggravanti possibili
La situazione può peggiorare se:
- il fatto serve a evitare un arresto o un controllo;
- dichiari le generalità di un’altra persona reale;
- c’è un procedimento penale in corso.
In alcuni casi si possono aggiungere altri reati (ad esempio sostituzione di persona).
5. Differenza importante
- Rifiutarsi di rispondere può comportare un accompagnamento per identificazione.
- Dare dati falsi, invece, è un reato penale vero e proprio.
In sintesi: fornire false generalità alla Polizia non è una semplice “bugia”, ma un reato che può portare a un procedimento penale e alla reclusione. Se la situazione ti riguarda concretamente, è opportuno valutare rapidamente la posizione con un avvocato penalista.