- La Cassazione Penale, con la sentenza n. 3446 del 29 gennaio 2024, ha stabilito che l’automobile in sosta su strada pubblica non è considerata una “dimora privata” ai sensi dell’articolo 614 del Codice Penale. Di conseguenza, installare anche un dispositivo GPS con microfono non costituisce automaticamente reato di interferenze illecite nella vita privata (ex art. 615-bis).
Ma ci sono ancora rischi legali
Nonostante la sentenza, l’installazione di un GPS senza consenso può comunque violare la privacy e configurare:
- Illecite interferenze nella vita privata (art. 615-bis C.P.),
- Violazione di comunicazioni (art. 617-bis C.P.),
- Molestie o disturbo perseguitorio (art. 660 C.P.), soprattutto in contesti di stalking o molestie ripetute.
In particolare, si ritiene che tracciare un’altra persona senza consenso, specialmente in ambito personale (partner, ex, ecc.), possa configurarsi come reato di stalking o violazione della privacy.
In assoluto, lasciare un dispositivo di registrazione all’interno dell’auto altrui ed andarsene, è esplicitamente vietato.
Casi in cui è legale (ma solo con condizioni specifiche)
- Veicoli propri: Se installi il GPS sulla tua auto, è lecito.
- Veicoli aziendali: Il tracciamento è consentito solo con:
- Esplicita informazione al lavoratore,
- Accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro,
- Adempimento delle indicazioni del Garante Privacy (es. segnaletica, oscuramento, disattivazione nel tempo non lavorativo).
- Investigatori privati, solo su incarico formalizzato e legittimo, possono installare un GPS nell’ambito di un’indagine con finalità difensive o giudiziali.
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