1. Conseguenze civili
Quando un assegno viene emesso senza copertura sufficiente, la banca può rifiutare il pagamento, segnalando l’incidente alla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI), un registro gestito dalla Banca d’Italia. Ciò comporta:
- Divieto di emettere assegni per sei mesi: Il soggetto responsabile non potrà più emettere assegni per un periodo di sei mesi e il proprio nominativo verrà segnalato alla CAI.
- Revoca della convenzione di assegno: La banca può revocare l’autorizzazione ad utilizzare assegni.
- Obbligo di pagamento: Il debitore dovrà comunque provvedere al pagamento della somma dovuta, oltre a sanzioni e penali stabilite dalla legge.
- Rivalutazione e danni: Il beneficiario dell’assegno scoperto può agire legalmente per il recupero della somma e richiedere eventuali danni subiti.
2. Conseguenze penali
Nei casi più gravi, l’emissione di un assegno scoperto può configurare un reato:
- Emissione fraudolenta di assegni: Se si dimostra l’intento doloso (ad esempio, se si sapeva in anticipo dell’assenza di fondi), si può incorrere in responsabilità penale.
- Reclusione o multa: In base all’importo e alla frequenza dell’illecito, si possono applicare sanzioni che vanno da multe pecuniarie alla reclusione.
3. Come evitare problemi
Per evitare sanzioni e problemi legali, è fondamentale:
- Verificare sempre di avere fondi sufficienti prima di emettere un assegno.
- Utilizzare strumenti di pagamento alternativi (bonifici, carte di credito, ecc.).
- Se si riceve un assegno scoperto, agire rapidamente per il recupero del credito attraverso vie legali.
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