Insultare una persona sui social può avere conseguenze penali e civili, a seconda di come e dove avviene l’offesa.
1. Diffamazione (il caso più comune sui social)
Se offendi una persona in sua assenza, pubblicando un post, un commento o una storia visibile ad altri utenti, si configura il reato di diffamazione.
Sui social la situazione è più grave perché il mezzo è considerato idoneo a raggiungere molte persone. In questi casi la pena può essere:
- Reclusione fino a 3 anni
oppure
- Multa fino a circa 2.000 euro
Il giudice può inoltre riconoscere un risarcimento danni alla persona offesa (danni morali e all’immagine).
2. Ingiuria (se l’offesa è “diretta”)
L’ingiuria (offesa rivolta direttamente alla persona presente) non è più reato dal 2016, ma resta un illecito civile.
Questo significa che non rischi una condanna penale, ma puoi essere condannato a pagare una sanzione pecuniaria civile e il risarcimento dei danni.
Nei social, però, quasi sempre si parla di diffamazione, perché il messaggio è pubblico e visibile a terzi.
3. Quando la situazione peggiora
La posizione si aggrava se:
- attribuisci falsamente un reato (potrebbe diventare calunnia)
- fai accuse molto gravi e circostanziate
- c’è una campagna ripetuta di attacchi (può entrare in gioco anche lo stalking)
- pubblichi contenuti discriminatori o minacciosi
4. Anche i commenti e le condivisioni contano
Non conta solo il post originale: anche commenti offensivi, condivisioni con frasi diffamatorie o meme offensivi possono avere rilievo legale.