1. Regola generale
Il risarcimento si basa su tre passaggi:
- Accertare il fatto illecito
- Dimostrare il danno
- Quantificare economicamente il danno
La quantificazione può avvenire:
- con prove concrete (fatture, contratti, perdite economiche)
- oppure con valutazione equitativa del giudice quando il danno non è facilmente misurabile.
2. Danno patrimoniale
È il danno che comporta una perdita economica.
Si divide in due componenti:
a) Danno emergente
È la perdita economica immediata.
Esempi:
- spese mediche
- riparazioni
- costi sostenuti a causa del fatto illecito
Formula logica:
danno emergente = spese sostenute + perdita di beni
b) Lucro cessante
È il guadagno che la vittima avrebbe ottenuto ma non ha potuto ottenere.
Esempi:
- mancati guadagni
- perdita di clienti
- mancata produzione
Formula logica:
lucro cessante = guadagni previsti − guadagni effettivamente ottenuti
3. Danno non patrimoniale
Riguarda pregiudizi non economici, come:
- danno morale
- danno biologico
- danno esistenziale
- danno d’immagine
Qui il calcolo non è matematico. Il giudice utilizza:
- tabelle giudiziarie (molto spesso quelle del Tribunale di Milano)
- criteri di equità
- gravità della lesione
- durata delle conseguenze.
4. Esempio semplificato
Se una persona subisce un danno a causa di un incidente:
- spese mediche: 4.000 €
- riparazione auto: 3.000 €
- mancato guadagno per lavoro perso: 2.000 €
- danno biologico stimato: 6.000 €
Calcolo:
risarcimento totale =
4.000 + 3.000 + 2.000 + 6.000 = 15.000 €
5. Riduzioni o aumenti
Il risarcimento può cambiare se:
- la vittima ha contribuito al danno
- il danno non è completamente dimostrato
- il giudice applica valutazioni equitative
- sono previsti limiti di legge o assicurativi.
6. Chi stabilisce la cifra finale
La quantificazione può essere fatta da:
- assicurazioni (nelle trattative)
- periti e consulenti tecnici
- il giudice, che ha l’ultima parola nel processo.