La prescrizione è il meccanismo giuridico per cui, trascorso un determinato periodo di tempo senza che il creditore eserciti il proprio diritto, il debito non può più essere richiesto coattivamente.

È importante chiarire un punto fondamentale: il debito non si estingue automaticamente allo scadere del termine di prescrizione. La prescrizione deve essere eccepita dal debitore. Se il debitore paga spontaneamente un debito prescritto, in linea generale non può chiedere la restituzione di quanto versato.

Da quando decorre la prescrizione

Il termine di prescrizione inizia a decorrere dal giorno in cui il credito può essere fatto valere, che normalmente coincide con la scadenza del pagamento.

Ad esempio:

  • una fattura con scadenza il 30 giugno 2021 inizia a prescriversi dal 1° luglio 2021;
  • una rata di mutuo si prescrive autonomamente dalle altre rate, a partire dalla rispettiva scadenza.

I termini di prescrizione più comuni

Ecco alcuni dei principali termini previsti dalla legge italiana.

Tipologia di debito Termine ordinario
Debiti derivanti da contratto, prestiti privati e risarcimenti contrattuali 10 anni
Canoni di locazione 5 anni
Bollette di luce, gas e acqua 2 anni
Rate condominiali 5 anni
Stipendi, pensioni e assegni di mantenimento periodici 5 anni
Compensi di professionisti 3 anni
Premi assicurativi 1 anno
Tributi locali (IMU, TARI, bollo auto) 5 anni

Ogni categoria può essere soggetta a regole particolari o eccezioni. Inoltre, per i crediti tributari e contributivi possono applicarsi norme speciali.

Cosa interrompe la prescrizione

La prescrizione non decorre in modo continuo se interviene un atto interruttivo.

Tra i casi più frequenti:

  • una diffida o una lettera di messa in mora inviata correttamente dal creditore;
  • la notifica di un decreto ingiuntivo;
  • un atto di precetto;
  • una citazione in giudizio;
  • il riconoscimento del debito da parte del debitore, anche attraverso un pagamento parziale o una richiesta di rateizzazione.

Dopo ogni interruzione, il termine di prescrizione ricomincia a decorrere da capo.

Attenzione alle telefonate e ai solleciti informali

Non tutti i contatti del creditore interrompono la prescrizione.

In generale:

  • una telefonata non è sufficiente;
  • un’e-mail ordinaria può non avere valore probatorio adeguato;
  • una PEC o una raccomandata con ricevuta di ritorno possono invece interrompere la prescrizione, se contengono una richiesta chiara e formale.

Anche la semplice consultazione del proprio estratto conto o una conversazione con una società di recupero crediti non comportano automaticamente il riconoscimento del debito.

Come capire se un debito è prescritto

Prima di eccepire la prescrizione è necessario verificare:

  1. la natura del debito;
  2. la data di scadenza originaria;
  3. l’eventuale presenza di atti interruttivi regolarmente notificati;
  4. l’esistenza di sentenze, decreti ingiuntivi o cartelle esattoriali.

La prova dell’interruzione della prescrizione spetta al creditore.

Cosa fare se si riceve una richiesta di pagamento per un debito prescritto

Non ignorare la comunicazione e non effettuare pagamenti immediati.

È opportuno:

  • chiedere copia della documentazione relativa al credito;
  • verificare le date e gli eventuali atti interruttivi;
  • contestare formalmente la richiesta, se si ritiene che il debito sia prescritto;
  • evitare di firmare accordi o piani di rientro prima di aver verificato la situazione.

Una richiesta di rateizzazione o il pagamento anche di una sola quota possono costituire riconoscimento del debito e far ripartire i termini di prescrizione.

 

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