Dopo una messa in mora rimasta senza risposta o non pagata, il creditore può avviare una serie di passaggi.

1. Decorrono gli interessi di mora

Dal momento in cui il debitore viene formalmente costituito in mora, possono maturare gli interessi moratori previsti dal contratto o dalla legge.

In alcuni casi, il creditore può richiedere anche il risarcimento degli eventuali danni causati dal ritardo.

2. Il creditore può affidare il recupero a terzi

Il debito può essere gestito da:

  • un avvocato;
  • una società di recupero crediti;
  • un’agenzia specializzata.

Il debitore potrebbe ricevere ulteriori solleciti, telefonate o proposte di rateizzazione.

3. Può iniziare un’azione legale

Se il pagamento non arriva, il creditore può rivolgersi al giudice per ottenere un titolo esecutivo.

Nella maggior parte dei casi, il primo passo è la richiesta di un decreto ingiuntivo.

Se il giudice lo emette, il debitore riceve un atto ufficiale con l’ordine di pagare entro un termine stabilito, generalmente 40 giorni, salvo diversa indicazione.

Il debitore può:

  • pagare;
  • opporsi al decreto, se ritiene il credito non dovuto;
  • non fare nulla.

4. Si passa all’esecuzione forzata

Se il debitore non paga e il titolo esecutivo diventa definitivo, il creditore può notificare un atto di precetto, che concede un ultimo termine (di norma 10 giorni) per saldare il debito.

Trascorso anche questo termine, può iniziare il pignoramento di:

  • conto corrente;
  • stipendio o pensione;
  • beni mobili;
  • immobili;
  • crediti verso terzi.

5. Possibili segnalazioni nelle banche dati

Per alcuni tipi di debiti, come prestiti o finanziamenti, il mancato pagamento può comportare segnalazioni nei sistemi di informazione creditizia, con conseguenze sulla possibilità di ottenere nuovi finanziamenti.

Cosa fare quando si riceve una messa in mora

È importante non ignorarla. Prima di tutto, verifica:

  • chi è il creditore;
  • l’importo richiesto;
  • l’origine del debito;
  • eventuali termini di prescrizione;
  • la presenza di interessi o spese aggiuntive.

Se ritieni che la richiesta sia corretta ma non puoi pagare subito, puoi provare a negoziare una rateizzazione.

Se invece hai dubbi sulla legittimità del credito o l’importo contestato è elevato, è opportuno consultare un avvocato o un’associazione di tutela dei consumatori.

 

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