Il provvedimento interviene su diversi settori del diritto penale sostanziale e processuale con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza.
Le principali innovazioni riguardano:
- Introduzione di nuove fattispecie di reato, soprattutto in materia di ordine pubblico, occupazione abusiva di immobili e tutela delle infrastrutture strategiche.
- Inasprimento delle pene per alcuni reati contro il patrimonio, la pubblica amministrazione e la sicurezza pubblica.
- Modifiche alle misure cautelari e ai poteri di polizia giudiziaria, ampliando in alcuni casi gli strumenti investigativi e le ipotesi di arresto.
- Maggiore tutela penale delle forze dell’ordine, con aggravanti specifiche per i reati commessi nei confronti di pubblici ufficiali durante l’esercizio delle loro funzioni.
- Interventi sulla disciplina penitenziaria, con nuove disposizioni relative alla gestione dell’ordine e della sicurezza negli istituti di pena.
Dal punto di vista sistematico, il decreto si inserisce nel fenomeno della cosiddetta espansione del diritto penale della sicurezza, già osservabile da diversi anni.
Si possono evidenziare alcuni profili.
Profili positivi
- rafforzamento della tutela di beni giuridici quali l’ordine pubblico e la sicurezza collettiva;
- maggiore protezione degli operatori delle forze di polizia;
- risposta normativa a fenomeni ritenuti socialmente allarmanti.
Parte della dottrina ha evidenziato alcune possibili criticità:
- rischio di un eccessivo ricorso allo strumento penale rispetto ad altri strumenti amministrativi;
- possibile compressione del principio di proporzionalità delle pene;
- possibili questioni di compatibilità costituzionale con riferimento agli articoli 13, 17, 21 e 27 della Costituzione, in relazione ad alcune nuove incriminazioni e all’inasprimento sanzionatorio;
- prevedibile incremento del contenzioso interpretativo davanti alla giurisprudenza di merito e di legittimità.
Per gli operatori del diritto, le modifiche comportano la necessità di prestare particolare attenzione a:
- qualificazione giuridica delle nuove fattispecie;
- regime di procedibilità;
- condizioni di arresto e fermo;
- applicazione delle aggravanti;
- coordinamento con il codice penale e il codice di procedura penale.
In prospettiva, sarà soprattutto la giurisprudenza della Corte di cassazione e della Corte costituzionale a chiarire l’ambito applicativo delle nuove disposizioni e a verificarne la compatibilità con i principi costituzionali e convenzionali.
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