Il reato di appropriazione indebita è previsto dall’articolo 646 del codice penale italiano e consiste nel fatto che una persona si appropria di denaro o di un bene altrui di cui ha già il possesso, comportandosi come se ne fosse proprietaria.
- Possesso legittimo iniziale: il bene è stato ricevuto lecitamente (ad esempio in prestito, deposito, mandato, lavoro).
- Condotta di appropriazione: il soggetto trattiene il bene, lo utilizza o lo vende come se fosse suo.
- Altruità del bene: il bene appartiene a un’altra persona.
Differenza rispetto al furto
- Nel furto, il bene viene sottratto contro la volontà del proprietario.
- Nell’appropriazione indebita, invece, il bene è già nella disponibilità del soggetto, ma viene illecitamente trattenuto o destinato a sé.
Elemento soggettivo
È richiesto il dolo, cioè la volontà di appropriarsi del bene per trarne profitto.
Pena
La pena prevista è:
- reclusione fino a 3 anni
- e multa
La pena può aumentare in presenza di aggravanti (ad esempio se il fatto riguarda beni ricevuti per ragioni di lavoro o con abuso di fiducia).
Procedibilità
Di regola è procedibile a querela della persona offesa, salvo alcuni casi più gravi.
Esempio tipico
Una persona riceve del denaro per pagare un fornitore ma lo utilizza per fini personali: in questo caso si configura l’appropriazione indebita.
Related Articles
Il phishing rappresenta una minaccia sempre crescente nel panorama digitale contemporaneo. Si tratta di una forma di frode informatica in cui i truffatori cercano di ottenere informazioni sensibili, come...
Deepfake e tutela della persona: le nuove sfide del diritto nell’era dell’intelligenza artificiale L’evoluzione dell’intelligenza artificiale ha reso possibile la creazione di contenuti audiovisivi estremamente realistici, capaci di riprodurre volto,...
Codice Civile Art. 1. Capacità giuridica. La capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'e- vento della...