Il reato di peculato è previsto dall’articolo 314 del codice penale italiano e consiste nel fatto che un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio si appropria di denaro o beni pubblici (o comunque altrui) di cui ha la disponibilità per ragioni del proprio ufficio.
- Soggetto attivo qualificato: può essere commesso solo da:
- pubblico ufficiale
- incaricato di pubblico servizio
- Disponibilità del bene: il denaro o il bene è già nella disponibilità del soggetto per motivi legati al suo ruolo.
- Condotta di appropriazione: il soggetto utilizza o trattiene il bene come se fosse proprio.
Differenza rispetto all’appropriazione indebita
- Nell’appropriazione indebita il soggetto è un privato.
- Nel peculato il soggetto riveste una funzione pubblica, e proprio per questo il reato è più grave.
Elemento soggettivo
È richiesto il dolo, cioè la volontà di appropriarsi del bene per trarne un profitto.
Pena
La pena prevista è:
- reclusione da 4 a 10 anni e 6 mesi
Peculato d’uso
Esiste una forma attenuata, detta peculato d’uso, quando:
- il bene viene utilizzato temporaneamente
- e poi restituito
In questo caso la pena è più lieve.
Esempio tipico
Un funzionario pubblico che utilizza fondi dell’amministrazione per spese personali oppure trattiene somme che dovrebbe versare allo Stato.
Nota
Questo reato tutela non solo il patrimonio, ma anche il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione, rendendolo particolarmente rilevante nel diritto penale.
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