La caduta di un anziano in una RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) è un evento da prendere molto sul serio, perché può implicare responsabilità della struttura oltre che conseguenze sanitarie rilevanti.
- Verificare le condizioni di salute
Accertati che l’anziano riceva immediatamente assistenza medica adeguata. Se necessario, richiedi il trasferimento in ospedale e accertamenti diagnostici (radiografie, TAC, ecc.).
- Richiedere documentazione
Chiedi copia di:
- cartella clinica,
- diario assistenziale,
- eventuali referti medici post-caduta,
- relazione sull’accaduto redatta dalla struttura.
- Ricostruire la dinamica
È fondamentale capire:
- dove e quando è avvenuta la caduta,
- se erano presenti operatori,
- se l’anziano era considerato a rischio cadute,
- quali misure preventive erano state adottate (sponde al letto, sorveglianza, ausili, ecc.).
Profili di responsabilità della RSA
Le RSA hanno un obbligo contrattuale di protezione e vigilanza nei confronti degli ospiti. La struttura può essere responsabile se:
- non ha adottato misure preventive adeguate,
- non ha valutato correttamente il rischio di caduta,
- c’è stata carenza di personale o sorveglianza,
- non sono stati rispettati protocolli assistenziali.
In questi casi si configura una responsabilità contrattuale, con conseguente diritto al risarcimento.
Come tutelarsi
- Mettere tutto per iscritto
Invia una richiesta formale alla struttura (PEC o raccomandata) chiedendo chiarimenti sull’accaduto e copia completa della documentazione.
- Raccogliere prove
- fotografie di eventuali lesioni,
- testimonianze di altri ospiti o familiari,
- documenti medici successivi alla caduta.
- Valutazione medico-legale
Una perizia può stabilire:
- l’entità del danno,
- il nesso tra caduta e lesioni,
- eventuali responsabilità.
- Richiedere risarcimento
Può avvenire:
- in via stragiudiziale (tramite avvocato),
- oppure in giudizio se non si trova accordo.
Quando NON c’è responsabilità
Non tutte le cadute sono imputabili alla RSA. La struttura può difendersi dimostrando:
- di aver adottato tutte le misure idonee,
- che la caduta è stata imprevedibile e inevitabile.
Tempi e prescrizione
- Il diritto al risarcimento, trattandosi di responsabilità contrattuale, si prescrive generalmente in 10 anni.
Agire rapidamente è fondamentale: più tempo passa, più diventa difficile ricostruire i fatti e ottenere prove utili. Una consulenza legale precoce può fare la differenza sia nella raccolta delle prove sia nella gestione della richiesta risarcitoria.
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