In Italia il termine ordinario è di 10 anni, ma esistono numerose eccezioni che prevedono termini più brevi.

È importante ricordare che la prescrizione non scatta automaticamente: può essere interrotta da atti formali del creditore, come una raccomandata di messa in mora, un decreto ingiuntivo, una cartella esattoriale o un pignoramento. In questi casi il termine ricomincia a decorrere da capo.

Tabella aggiornata dei principali termini di prescrizione

Tipologia di debito Termine di prescrizione
Mutui bancari 10 anni
Prestiti personali 10 anni
Debiti tra privati 10 anni
Fatture commerciali 10 anni (salvo casi particolari)
Condominio (spese ordinarie) 5 anni
Affitti e canoni di locazione 5 anni
Bollette di luce, gas e acqua 2 anni (per i consumi)
Bollette telefoniche e Internet 5 anni
Bollo auto 3 anni
Multe stradali 5 anni
Tributi locali (IMU, TARI, ecc.) 5 anni
Contributi INPS 5 anni (salvo eccezioni)
Assegni bancari 6 mesi per l’azione cartolare
Assegni circolari 3 anni
Cambiali 3 anni
IRPEF e IVA definitivamente accertate Generalmente 10 anni per la riscossione, secondo l’orientamento prevalente della Cassazione.

Quando decorre la prescrizione?

Il termine decorre, in linea generale, dal giorno in cui il credito diventa esigibile. Tuttavia, ogni atto interruttivo notificato validamente al debitore fa ripartire il conteggio da zero. È quindi fondamentale verificare se negli anni siano stati notificati avvisi, solleciti o altri atti aventi efficacia interruttiva.

Prescrizione e decadenza: attenzione a non confonderle

La prescrizione riguarda il tempo entro cui il creditore può far valere il proprio diritto. La decadenza, invece, è il termine entro cui l’amministrazione o il creditore devono compiere determinati atti (ad esempio notificare un accertamento). Sono due istituti distinti e producono effetti differenti.

Come verificare se un debito è prescritto

Per stabilire se un debito sia effettivamente prescritto occorre controllare:

  • la data di nascita del debito;
  • eventuali raccomandate o PEC ricevute;
  • notifiche di cartelle, decreti ingiuntivi o pignoramenti;
  • eventuali riconoscimenti del debito effettuati dal debitore, che possono interrompere la prescrizione.

 

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