Se sul conto corrente vengono accreditati stipendi o pensioni e il pignoramento interviene dopo l’accredito, non tutto il denaro può essere bloccato.
L’articolo 545 del Codice di procedura civile stabilisce che le somme derivanti da pensioni accreditate sul conto sono pignorabili solo per la parte che eccede un importo pari al triplo dell’assegno sociale. Questa soglia viene aggiornata periodicamente in base al valore dell’assegno sociale stabilito ogni anno.
Ciò significa che una quota minima delle somme già depositate rimane sempre nella disponibilità del titolare del conto.
Cosa succede allo stipendio
Per quanto riguarda lo stipendio, occorre distinguere due situazioni.
Se il pignoramento avviene direttamente presso il datore di lavoro, in linea generale può essere trattenuto fino a un quinto della retribuzione netta, salvo casi particolari previsti dalla legge.
Se invece lo stipendio è già stato accreditato sul conto corrente prima del pignoramento, trovano applicazione le regole previste dall’articolo 545 del Codice di procedura civile, che tutelano il debitore entro determinati limiti.
Le pensioni godono di una tutela rafforzata
La pensione beneficia di una protezione maggiore rispetto ad altri redditi. Il legislatore ha infatti previsto una soglia impignorabile per evitare che il debitore rimanga privo delle risorse indispensabili per vivere.
Solo la parte eccedente il limite fissato dalla legge può essere sottoposta a pignoramento, nel rispetto delle modalità stabilite dal giudice.
Esistono eccezioni
Non tutti i pignoramenti seguono le stesse regole. I crediti alimentari, quelli fiscali o altri casi previsti da norme speciali possono essere soggetti a discipline differenti, con limiti di pignorabilità diversi rispetto ai crediti ordinari.
Anche la presenza di più procedure esecutive contemporaneamente può incidere sulla quota effettivamente pignorabile.
Cosa fare se il conto viene bloccato
Chi riceve un atto di pignoramento dovrebbe verificare con attenzione la natura delle somme presenti sul conto e controllare che siano stati rispettati i limiti previsti dalla legge.
In caso di dubbi o di un blocco ritenuto illegittimo è possibile rivolgersi a un avvocato o a un professionista specializzato in esecuzioni forzate, che potrà valutare la possibilità di presentare opposizione davanti al giudice competente.