Quando una parte non rispetta un contratto, il diritto italiano prevede diversi rimedi. La scelta dipende dalla gravità dell’inadempimento e da ciò che desideri ottenere.
I principali rimedi sono:
- Chiedere l’adempimento: puoi pretendere che l’altra parte esegua quanto promesso nel contratto, se ciò è ancora possibile.
- Chiedere il risarcimento del danno: se l’inadempimento ti ha causato un danno economico, puoi chiedere il ristoro del pregiudizio subito. In genere dovrai dimostrare:
- l’esistenza del contratto;
- l’inadempimento;
- il danno subito;
- il collegamento tra l’inadempimento e il danno.
- Chiedere la risoluzione del contratto: se l’inadempimento è sufficientemente grave, puoi chiedere lo scioglimento del contratto, con la cessazione degli obblighi reciproci ed eventualmente la restituzione delle prestazioni già eseguite.
- Sospendere la tua prestazione, in alcuni casi, se l’altra parte non adempie alla propria (salvo diverse previsioni contrattuali o casi in cui ciò non sia consentito).
- Diffidare formalmente la controparte: puoi inviare una diffida ad adempiere, assegnando un termine entro il quale eseguire la prestazione. In determinate circostanze, se il termine decorre inutilmente, il contratto può risolversi secondo quanto previsto dalla legge.
- Attivare strumenti alternativi di risoluzione delle controversie, come mediazione o negoziazione assistita, quando previsti o ritenuti opportuni, per cercare una soluzione senza ricorrere subito al giudice.
Quale rimedio sia il più adatto dipende dal caso concreto. Ad esempio:
- se vuoi che il contratto venga eseguito, è preferibile chiedere l’adempimento;
- se non hai più interesse all’esecuzione, può essere più opportuno chiedere la risoluzione e il risarcimento dei danni.
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