Fac-simile ricorso in appello avverso sentenza di separazione
TRIBUNALE DI [CITTÀ] Corte d’Appello di [CITTÀ] ATTO DI APPELLO (ex art. 342 e ss. c.p.c.) Parte appellante Il/La Sig./Sig.ra [Nome e Cognome], nato/a a [luogo] il [data], C.F....
I ristoranti devono seguire una serie di obblighi di legge, come conservare integre tutte le etichette di scadenza degli alimenti, mantenere un’ambiente pulito e sanificato, dotarsi di cibi freschi e conservati secondo le norme di legge ed informare i clienti circa eventuali sostanze allergeniche presenti negli alimenti.
Ciò premesso, il titolare del ristorante è responsabile delle intossicazioni alimentari subite dai propri clienti qualora le stesse siano diretta conseguenza del cibo consumato all’interno del locale.
Va da sé che il cliente è tenuto a provare che la propria intossicazione sia derivata da cibo scaduto, cotto erroneamente, mal conservato e che ci sia correlazione con il danno subito.
In primis, ciò che è necessario è un referto medico del pronto soccorso; poi, qualora dall’intossicazione ne sia derivata una malattia (anche temporanea, o lieve), denunciare l’accaduto alle competenti autorità.
Ciò che risulta fondamentale, soprattutto in una fase giudiziale per richiedere il risarcimento dei danni e/o l’accertamento della responsabilità penale del ristoratore, è una consulenza medico – legale che illustri la patologia sotto un punto di vista medico – scientifico.
Il ristoratore sarà civilmente responsabile, e quindi obbligato ad un risarcimento danni nei confronti del cliente, ed in alcuni casi ( commercio di sostanze nocive, scadute, tossiche) anche penalmente responsabile, rischiando una pena che va da 6 mesi a 3 anni di reclusione, oltra una multa.
Avv. Flavio Falchi