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Sui social media è esploso l’hashtag “VARgentina”, utilizzato da tifosi e commentatori per sostenere che alcune decisioni arbitrali e del VAR abbiano sistematicamente favorito la Selección.
È importante sottolineare che, allo stato attuale, non esistono prove che dimostrino un trattamento di favore deliberato da parte della FIFA o degli arbitri. Le polemiche si basano principalmente su episodi contestati e sulla percezione di tifosi, ex giocatori e opinionisti.
Nel quarto di finale contro la Svizzera, la partita è stata segnata da diverse decisioni arbitrali finite sotto la lente d’ingrandimento. La più contestata riguarda l’espulsione dell’attaccante svizzero Breel Embolo per simulazione dopo un intervento del VAR, una decisione che ha suscitato forti proteste tra gli elvetici e alimentato accuse di disparità di trattamento.
Anche il comportamento di Lautaro Martínez dopo il gol decisivo ha generato discussioni. L’attaccante argentino, già ammonito, ha esultato correndo verso gli spalti senza ricevere un secondo cartellino giallo. Secondo molti tifosi inglesi, una diversa interpretazione del regolamento avrebbe comportato la sua squalifica per la semifinale contro l’Inghilterra. Tuttavia, il regolamento IFAB lascia all’arbitro un margine di discrezionalità per valutare se l’esultanza meriti una sanzione disciplinare.
Anche nelle precedenti partite alcuni episodi hanno alimentato il dibattito: presunti falli non sanzionati, decisioni al limite sul fuorigioco e interventi del VAR ritenuti favorevoli all’Argentina hanno contribuito a rafforzare la narrativa secondo cui la nazionale campione del mondo starebbe beneficiando di un metro arbitrale più indulgente.
Le accuse, tuttavia, non trovano un consenso unanime. Diversi osservatori ricordano che gli episodi arbitrali controversi fanno parte del calcio e che ogni grande torneo produce decisioni destinate a far discutere. Inoltre, la FIFA ha difeso l’operato degli ufficiali di gara, sostenendo che le decisioni siano state prese nel rispetto del protocollo VAR.
Anche ex arbitri internazionali hanno evidenziato come il nuovo protocollo VAR possa accentuare la percezione di disparità, senza che ciò rappresenti necessariamente un’effettiva mancanza di imparzialità.
Il successo dell’Argentina è inevitabilmente accompagnato da un’attenzione mediatica enorme. Quando una squadra vince e gli episodi dubbi sembrano accumularsi nella stessa direzione, il sospetto cresce rapidamente. Tuttavia, distinguere tra una serie di decisioni controverse e un reale favoritismo istituzionale richiede prove concrete che, al momento, non sono emerse.
Per questo motivo, parlare di “favoritismi accertati” sarebbe scorretto. Più corretto è affermare che l’Argentina è la squadra al centro delle maggiori polemiche arbitrali di questo Mondiale, con numerosi episodi contestati che hanno alimentato il dibattito tra tifosi, media e addetti ai lavori, senza però dimostrare l’esistenza di un disegno volto a favorire la Selección.