“In tema di mezzi di prova, i messaggi WhatsApp e gli sms conservati nella memoria di un telefono cellulare hanno natura di documenti ai sensi dell’art. 234 cod. proc. pen., sicché è legittima la loro acquisizione mediante mera riproduzione fotografica, non trovando applicazione né la disciplina delle intercettazioni, né quella relativa all’acquisizione di corrispondenza di cui all’art. 254 cod. proc. pen.” (Cassazione 39529/2022).
Chiaramente come tutte le prove documentali, anche i messaggi provenienti da Whatsapp saranno innanzitutto oggetto di valutazione del Giudice circa la loro ammissione nel processo, ed una volta ritenuta la loro rilevanza ed utilizzabilità, potranno essere considerati ai fini di una decisione come prova documentale secondo gli ordinari parametri di legge.
Avv. Flavio Falchi
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